Metodo Suzuki: i "Rocky Mountain Strings" in tour in Italia

Dal 29 marzo al 12 aprile l’ensemble americano dei Rocky Mountain Strings sarà in tournée in Italia. Il gruppo è stato fondato a Salt Lake City, nello Utah, da due rinomati insegnanti del metodo Suzuki, Deborah Moench e Ramona Stirling.
Attualmente è formato da 45 studenti di violino di livello avanzato, di età compresa fra i 10 e i 18 anni, guidati dalle attuali direttrici Ruth Godfrey, Leslie Henrie, Amy Oswald e Corine Hart. Tutti gli alunni sono cresciuti musicalmente con il metodo Suzuki. Nel corso dei loro 28 anni di attività, i Rocky Mountain Strings hanno eseguito centinaia di concerti negli Stati Uniti oltreché in Austria, Ungheria, Germania, Russia, Estonia, Lettonia, Belgio, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Argentina e Italia.
Il tour italiano di quest'anno è stato organizzato dalla direttrice Ruth Godfrey che è stata per molti anni violinista del Teatro dell'Opera di Roma. Dal 1996 risiede a Salt Lake City, continuando la sua carriera come musicista ed insegnante. Dal 2018, Ruth è diventata una delle direttrici dei Rocky Mountain Strings e ha desiderato condividere il suo amore per l'Italia con gli studenti e le famiglie del gruppo. A sua volta, spera di condividere i meravigliosi doni musicali di questi giovani con il pubblico italiano.
Il gruppo presenta il programma “An American in Venice” che comprende brani di Puccini, Morricone, Mascagni e Vivaldi, musica sacra e musica da film, folk e bluegrass. Non mancano poi anche brani tratti dal repertorio del Metodo Suzuki.
La tournée italiana del gruppo toccherà Milano, Venezia, Roma, Viterbo e Firenze. A Roma il CeSMI APS ha organizzato un workshop con i propri alunni e quelli della Scuola “Sylvestro Ganassi” che lavoreranno con il grande didatta belga del metodo Suzuki Koen Rens, seguito da un concerto informale presso la Chiesa di Santa Maria dell'Anima a Roma e un concerto pubblico al Teatro dell’Unione a Viterbo.
A Firenze i Rocky Mountain Strings si esibiranno invece insieme agli alunni della Scuola Suzuki del capoluogo toscano in un concerto all’Oratorio San Filippo Neri.
Il metodo Suzuki condivide un repertorio uguale in tutto il mondo, facilitando l’unione di giovani attraverso la musica e dimostrando ancora una volta quanto questa sia davvero un linguaggio universale.